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Presentata il 18 luglio la “Relazione annuale sulla qualità dei servizi offerti dalle PA centrali e locali a imprese e cittadini 2017”, elaborata dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro: l’ente segnala alcuni passi avanti compiuti dalla pubblica amministrazione italiana negli ultimi cinque anni, in particolare nei campi della sanità, della sicurezza e delle energie rinnovabili. Miglioramenti sensibili, nonostante non siano ancora generalizzati, vengono inoltre evidenziati nell’ambito della capacità di regolazione delle amministrazioni pubbliche e delle procedure ad esse connesse: lo stesso indicatore sintetico “Ease of doing business”, elaborato dalla Banca Mondiale, conferma infatti tale tendenza -posizionando il nostro paese al 46° posto nel ranking complessivo (in confronto all’87° posto detenuto in precedenza).

La relazione condotta dal Cnel è giunta quest’anno alla sua sesta edizione ed è approvata dalla Commissione istruttoria unica, dall’Ufficio di Presidenza e dall’Assemblea del Consiglio Nazionale. L’analisi prende in considerazione i principali report di valutazione delle politiche pubbliche dell’OCSE, della Banca Mondiale e, per ciò che riguarda l’Italia, della Banca d’Italia e dell’Istat. Il documento prevede una collaborazione inter-istituzionale con oltre 30 enti, organi e amministrazioni, allo scopo di monitorare periodicamente i parametri di efficienza, efficacia, economicità e misurazione del risultato.

Nel dettaglio, per quanto riguarda il settore della sanità, le performance restano in una posizione di buon livello sia rispetto agli standard europei e degli altri paesi avanzati, sia rispetto alla situazione epidemiologica del paese. Rimane da integrare, tuttavia, l’aspetto sociale della sanità per cui si auspica in futuro una maggiore sostenibilità ed equità legata alla domanda di servizi - sempre più richiesti da anziani e disabili.

Nel comparto istruzione si registrano importanti innovazioni di sistema. In più, nonostante una situazione di persistente disagio della qualità della nostra education, si notano alcuni miglioramenti settoriali. Tra questi vengono citati la frenata al calo delle immatricolazioni e un avanzamento della produttività scientifica nell’ambito della ricerca gestita da operatori pubblici.

In questo quadro, nonostante restino ancora alcune criticità, la pubblica amministrazione sta cercando di ottenere risultati sempre maggiori - anche grazie all’utilizzo della tecnologia e di nuovi strumenti ad hoc.

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