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Il Ministero della Salute ha reso noto sul proprio sito istituzionale di aver promosso l’elaborazione del documento denominato “Linee guida nazionali sulla classificazione, inquadramento e misurazione della postura e delle relative disfunzioni” per fornire alle diverse professionalità sanitarie coinvolte nella prevenzione, diagnosi e cura del disturbo posturale, indicazioni univoche, condivise e basate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili.
Ad oggi, non si hanno dati chiari e perentori sul peso epidemiologico dei disturbi posturali che interessano il mondo dei lavoratori, anche quelli della Pubblica Amministrazione, così come mancano percorsi ben codificati per la presa in carico degli individui affetti da tali disfunzioni.

In considerazione di quanto è finora emerso, si e deciso inizialmente di procedere ad un inquadramento della tematica, sulla base dei dati ad oggi disponibili e con particolare attenzione a quali sono le modalità da adottare per identificare un individuo con sospetta disfunzione posturale. E già perché la posizione scorretta sul lavoro è la prima causa di dolori che interessano la colonna vertebrale, la muscolatura del collo e la testa.

Lo scorretto posizionamento di monitor e le sedute inadeguate sono, secondo gli impiegati stessi le cause di indolenzimenti e dorsopatie.

Un recente sondaggio sulle conseguenze del lavoro sedentario ha evidenziato come un lavoratore su quattro ha dato la colpa dei persistenti dolori articolari e muscolari, fitte a schiena e collo, al proprio lavoro e alla posizione tenuta in ufficio. In particolare è l’indolenzimento della parte bassa della schiena il problema più accusato tra le varie dorsopatie. Davanti alla domanda sul perché questi dolori fossero presenti, uno su sei è concorde nel dare la colpa alle sedie utilizzate, all’altezza della scrivania e alla scorretta postazione del monitor del pc.

A fronte di queste ovvietà si è reso dunque necessario elaborare delle corrette linee guida per impedire l’insorgenza di tali patologie. Il documento è stato prodotto da un apposito gruppo di lavoro, composto da figure scientifiche, e accademiche coinvolte nei processi di prevenzione, diagnosi, assistenza e cura delle problematiche in oggetto. Questo documento è stato sottoposto al vaglio del Consiglio Superiore di Sanità che ha espresso parere favorevole in merito ai contenuti tecnici ed alla qualità metodologica utilizzata per la stesura dello stesso.

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