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È da poco uscito in Gazzetta Ufficiale il nuovo Codice dell'amministrazione digitale il quale si propone di rinnovare gli strumenti con i quali pubblica amministrazione e cittadino si interfacciano. Quest’ultimo, parallelamente con l’evoluzione delle piattaforme digitali e abituato ad interagire quotidianamente con app e social network, avrà in un arco temporale prestabilito la possibilità di avere tutto sotto portata di mano dal proprio dispositivo. Nella visione di un futuro nemmeno tanto lontano l’immaginario è di erogare alcuni tra i servizi più richiesti ai cittadini, i quali potranno con pochi semplici click per esempio visionare scadenze, pagare multe, o ancora ottenere un certificato, direttamente da casa, senza recarsi negli uffici pubblici.
La Presidenza del Consiglio unitamente al Team Digitale guidato da Diego Piacentini hanno inserito dunque importanti innovazioni in questo nuovo codice, nel dettaglio:

  • dalla prossima estate ogni persona potrà usufruire di un domicilio digitale; le comunicazioni tra la PA e il cittadino potranno avvenire attraverso un indirizzo di posta elettronica certificato e non più via cartacea. In questa fase ai dipendenti pubblici verrà richiesto di ampliare le proprie conoscenze in fatto di digitalizzazione e di conoscenza informatica.
  • la cittadinanza digitale prevista nel 2019 avrà come sistema di base una piattaforma web che terrà le fila di tutti i rapporti tra cittadino e PA. Sarà uno spazio interattivo e personalizzato in base al cittadino dove quest’ultimo potrà essere sempre informato su scadenze, tasse, tributi, concorsi pubblici, avere informazioni ad hoc, etc…
La trasformazione digitale della PA ha l’obiettivo vero di semplificare la vita del cittadino, di contro è richiesto ai dipendenti della PA di essere sempre più aggiornati e di avere skill informatici più avanzati.

Dato che il cittadino si aspetta di poter accedere online in modo semplice ed immediato ai servizi di cui ha bisogno senza avere mai la necessità di recarsi di persona presso un ufficio pubblico, è conseguente il fatto che anche all’interno della Pubblica Amministrazione ci dovrà essere una formazione specifica al riguardo, per mettere concretamente appunto le linee guida imposte dalla trasformazione digitale. In una prima fase inoltre, tutti i sistemi ora esistenti dovranno integrarsi alla piattaforma tecnologica unica che verrà messa a disposizione degli utenti e questo rappresenterà senza dubbio un periodo di profilazioni, data entry, chiarimenti da parte del cittadino, richieste di informazioni generiche e tecniche da chi si sta accingendo ad utilizzare questo nuovo mezzo.   Da un lato dunque è fondamentale l’alfabetizzazione digitale verso la popolazione, cosicché sempre più cittadini siano capaci di accedere ai servizi di una PA sempre più vicina ai loro bisogni, d’altro canto servono competenze di un certo livello per gli aspetti metodologici e tecnologici che hanno a che vedere con l’ammodernamento e la semplificazione dei processi all’interno della nuova PA digitale.
Per questo la formazione diverrà sempre più importante poiché arrivare preparati a questo step sarà di per sé un’azione che eviterà problemi tecnici, confusione e incomprensioni di varia natura.

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