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Il nuovo contratto per i dipendenti pubblici prevede una sezione apposita per il nuovo Codice disciplinare. In questo capitolo sono elencate le condotte da evitare e gli obblighi da rispettare se non si vuole incorrere in sanzioni e in altri provvedimenti disciplinari che vanno dal rimprovero verbale al licenziamento diretto. Dopo otto anni di stallo e dopo la recente introduzione della riforma Madia, mancava infatti un solo tassello: l’aggiornamento delle regole disciplinari all’interno degli uffici pubblici. Dalla nuova bozza emerge che molestatori e corruttori saranno puniti severamente ed è previsto il licenziamento in tronco per chi si macchia di molestie sessuali o di fatti giudicati altamente gravi reiterati nel tempo. Così anche per coloro che beneficiano o offrono “regali” sopra i 150 euro in cambio di altri favori, lavorativi e non.

Queste nuove regole saranno introdotte per seguire il cambiamento che la società tutta sta intraprendendo. Per ragione di logica queste nuove sanzioni, c’è da dire, saranno graduate, per cui in prima battuta il “colpevole” in questione verrà redarguito con una sospensione dal servizio e dalla retribuzione. Uno stop che può variare, dagli undici giorni sino a sei mesi di inattività. Se invece si diventa recidivi nei fatti, il licenziamento è immediato e perentorio.

Il pacchetto di misure verrà discusso a breve, nel tavolo di confronto tra sindacati e il Governo. Le parti sono orientate a chiudere al più presto la trattativa per concentrarsi sugli aspetti economici. È possibile quindi che già dai primi mesi del 2018 tale regolamento venga applicato in definitiva.

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