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Appena varate le nuove direttive che interessano lo sviluppo professionale del pubblico impiego.

“Meno cultura della procedura e più cultura del risultato e dell’obiettivo” Con questo slogan il Ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia ha aperto la sua ultima conferenza stampa a Palazzo Chigi, quella appunto dedicata al cosiddetto Smart Working, o per dirlo all’italiana, al lavoro più fluido e agile. Con lo Smart Working viene introdotto il concetto del lavorare per il risultato, a discapito della vecchia ideologia per la quale era invece il tempo, o meglio le ore quotidiane di lavoro, a contare.

Lavoro da casa per il 10% degli addetti alla Pubblica Amministrazione

Novità assoluta il fatto che il lavoro potrà essere svolto anche in un luogo diverso dall’ufficio; una manna dal cielo specialmente per tutte quelle donne che hanno recentemente protestato per il carico di responsabilità a cui sono sottoposte dentro e fuori l’ufficio, sul posto di lavoro così come nella vita privata. Un mix di impegni che sottopone inevitabilmente a continui stati di stress e malessere ripercuotendosi sulla qualità della vita e indi anche sul posto di lavoro.  Questo Smart Working interesserà almeno nella fase iniziale il 10% dei dipendenti delle diverse pubbliche amministrazioni. Significa che lo Smart Working può essere chiesto e le amministrazioni sono obbligate a concederlo al 10% dei dipendenti. Saranno però le pubbliche amministrazioni a decidere con quali criteri assegnare il beneficio e con quali modalità caso per caso.  Si potrà godere delle forme di lavoro con una flessibilità spazio-temporale, anche per cure parentali, senza che ciò pregiudichi il riconoscimento della professionalità del lavoratore e della sua carriera.

Copertura completa del campione entro 3 anni dall’avvio

“Lo Smart Working è una modalità di cambiamento dell’organizzazione del lavoro potente che mette al centro la tecnologia, figlia dello spirito del nostro tempo, capace di sfruttare le opportunità tecnologiche, e io credo che sia, potenzialmente, una via per cambiare l’amministrazione pubblica. Non contano solo le ore lavorate, cosa importante, ma conta l’obiettivo e il risultato”, queste le parole del ministro Madia a conclusione dell’intervento a cui ha preso parte anche la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi.  Per attuare la novità il Governo ha messo sul piatto 5,5 milioni di risorse provenienti dall’Unione Europea. I tempi previsti per il completamento del primo passaggio sono di circa 3 anni, momento in cui almeno il 10% dei dipendenti pubblici potrà godere dello Smart Working.